Lo rividi al lazzaretto

Ed or nella disgrazia era diverso
e a stento ravvisato al lazzaretto,
scomparso il ghigno e certe rughe in faccia,
e non saprei spiegar cosa provai.
Di compassione non mancò il sentire
mentre sul nascer si bloccò un piacere.
Smarrito mi sentii oltre dire
mentre nel cuore un senso di stupore
chiudeva il passo ad ogni altra illazione.
E come neve al sole odio e rancore,
solo e compreso in senso d’abbandono.
Nel rimasuglio briciolo di fede
mi chiesi se dio avesse perdonato:
io mai nessuno, che ci posso fare ...
così son fatto, e poi manco gli giova!
Ma è certo un bene, più non sia rancore,
e in vita ancora m’insegnò qualcosa.
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L'autore
pompeo conte
Diploma "TIM e vari altri di natura professionale, ma la passione più profonda è verso le materie letterarie, che lo fanno sentire un eterno studente. Conoscenza di diverse lingue straniere, con permanenze all’estero. Ogni risultato nella vita è sempre giunto con un certo ritardo, ma va bene anche così. Pensionato, ris
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