Nei miei passi

Lungo il ciglio di fuggenti crepe d’acqua,
una vulnerabile aurora
appende mutevoli rughe
sul mio viso e sulle labbra.
Timidi zampilli di luce
iIluminano il vento delle parole.
È senza respiro il tempo
mentre cresce solitario
un rampicante oltre il muro.
Mi basterebbe l’arcobaleno
per non subire le incertezze della sera.
Con le mani di ruggine
spalancherò nei pensieri
una fessura oltre il buio.
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
Commenti (1)
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carla vercelli26 maggio 2020
Bellissima, una sequenza di metafore introspettive affascinanti. Complimenti!

