Traiettorie
Seguendo
d’ogni ricordo
l’indistruttibile essenza
nel buio della Notte
lentamente
mi espando.
E
come
evanescente bolla
in un altrove
che
ben conosco
improvvisamente
mi schiudo.
Dove
il Passato
sempre
eternamente presente
è.
§
Affacciato
alla finestra della mia infanzia
tra le mani
stringo
sottili vertigini di colore
capaci
di tracciare
nell’aria fresca del mattino
mirabili
traiettorie
d’armonia.
Proteso
a gustare
un florilegio d’odori
suoni
e antichi sentori
senza sforzo
tra le strade del Mondo
scivolo
portato come un re
da un amore
senza veli.
Tra i tetti
della città
di
vivente ambra
interamente costituita
le rondini
che con la mano cerco d’afferrare
veloci
mi sfiorano
trascinandomi via.
Oltre
le nuvole
infuocate
del tramonto
oltre
me stesso.
Nelle regioni
di liquida estasi
da cui
provengo
e
ancora ricordo.
§
In quei
lontani giorni
il Sole dello Spirito
al cui calore
oggi
ritemprarmi vorrei
dal di dentro
ogni cosa
semplicemente
illuminava.
Epoche
interminabili
di
stupefacente quiete
e bellezza
vissute
nel volgere
di quelli
che
per la mia corrente insanità
pochi
rattrappiti
anni della Terra
sono divenuti.
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