Un giorno dopo un altro e un altro ancora

Quante cose dentro di me.
Con il suono delle foglie morte
sopravvivono in attimi e pulsazioni
nel sapore di uno strano mattino
ricercando le fragili basi dell’esistenza.
Come vorrei vedere il mondo
con gli occhi degli altri
mentre sporadiche incursioni della mente
mi portano alle risalite dopo le cadute.
Tutto un universo fatto di suoni
e allegoriche fantasie, frammenti dissolti
di vaghe sensazioni e giorni sbiaditi.
All’improvviso realizzo che esistere non basta.
E’ l’indifferenza che non aiuta a vivere
e provoca un senso di disagio
che mi porta a pensare
di non nascondermi a me stesso.
Sarà sempre così in un giorno dopo l’altro.
E sempre un altro ancora...
©
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
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