Me ne moro
Peppe Cassese
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Un tocco la ritocco e la dipingo
con i colori rosa del destino
da quando col pennello mattaccino
tra queste mani nude viva stringo
e la scolpisco a giorno e poi mi accingo
a decantar con verso genuino
lei solamente ninnolo divino
che a venerare e a maledire spingo.
Mirabile bontà carme e miseria
bellezza indefinibile e sintassi
per concordare il cuore alla sua arteria
coi fili dei munifici collassi
appena che è stravolta la materia
come si addice e recita la prassi.
Solo coi suoi salassi
io vivo mi abbandono e mi ristoro
da dentro a fuori e acceso me ne moro.
©
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L'autore
Peppe Cassese
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