Passata è la tempesta
Peppe Cassese
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Passata è la tempesta e la quiete
si attarda sopra il colle e non si avvede
del passero che sopra il campanile
stordito dal silenzio mentecatto
si affanna e vola come afferma il patto.
Ben dietro tra le stelle la tua luna
negando la cornice al suo destino
si affaccia dalla torre campanaria
sul mondo che si danna e si dispera
dietro la siepe spoglia a primavera.
Tra l’essere e il sembrare la donzella
matura e maturata dai malanni
si adagia sopra il prato e all’infinito
sospira in questo niente di corallo
e spera come sempre canti il gallo.
Parlando alla mia notte il vate errante
sale sul colle e vanta la ginestra
distratto dall’incanto del momento
con la certezza vana al confortare
e in questo immenso gode naufragare.
Passata è la tempesta e il mondo esulta
nei campi tra le valli e sui nevai
col mare che consuma pietre e cuori
mentre gli occhi di Silvia fuggitivi
ricordano che siamo ancora vivi.
©
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L'autore
Peppe Cassese
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Con questa odierò di meno Leopardi. (Jo Kondelli Ghezzi)
Sempre più grande. (RitaLM)
Commenti (2)
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G
Giuliano Esse7 luglio 2020
Una di quelle satire che lasciano il segno e fanno centro. Leggendola, si capisce a volo che l’autore si è divertito a scucire e a ricucire, in modo personale e originale, pezzi dei versi di Giacomo Leopardi, fino ad ottenere una satira gustosa e interessante.
Giuseppe Mauro Maschiella8 luglio 2020
Ehi! Non mi toccare il mio poeta preferito! Sto scherzando…... una satira molto elegante, ben scritta ed apprezzata.

