Gli abissi dell’anima
Stefania Siani
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In quegli abissi strani
dove per la prima volta,
ero scesa senza te,
mamma,
troppi colori e suoni
mi invadevano
e frustavano l’anima
spaurita e china.
Tendevo la mia mano in cerca
della tua assente,
ho controllato se ancora
udivo la tua voce
e il tuo tormento.
Ho donato tutto ciò che era tuo
Illudendomi di lenire
Il dolore,
credendo di spazzare
come orme sulla sabbia,
i ricordi di una vita.
In quegli abissi strani
non mi riconoscevo più:
Io aquila,
ero timido riflesso
di un passerotto solo e spaurito.
E quanto vorrei adesso
che ammirassi il mio volo.
©
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Stefania Siani
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