Sur Gianicolo
Quanno che mezzoggiorno viè sur colle,
s’opre ‘na porta e sorte un ber cannone
che da cent’anni e più, pe tradizzione
spara un corpo pe’ di: bonappetito!
e principianno a sonà in sibemolle
er concerto de campane viè servito,
salutanno chi se buttò a morte
e da sta patria bella ebbe pe’ sorte
er busto de marmo tra li giardini:
monaci, poveti e garibbardini,
gente d’arme, donne e regazzini.
De sopra a tutto veja er granne Peppe,
pare guardà coll’occhio allacrimato,
de sopra ar monumento un po’ azzoppato,
l’ommini sua e sta Roma stralunata:
“ Ah si potessi! Je darei du sleppe!
itajani brava gente... ma imbranata
che canta l’inno solo a li mondiali.
Pe’ tutto so rimasti talecquali
s’ammazzano pe’ l’odio o pe’ rancore
annanno appresso ar primo incantatore
gridanno evviva o abbasso a la bisogna
in nome poi de che nun l’ho capito!
Guasi guasi è mejo che me ne so ito!
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L'autore
Franca Canfora
Difficile parlare di me, dirvi chi sono con poche parole. Franca in fondo è solo una semplice sognatrice, per la quale la poesia è passione, voglia di raccontare emozioni, gioie, dolori, ma anche cura dell’anima. Per questo lascio aperta la porta del cuore, lasciando che a parlare sia proprio lui, il centro del mio mon
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Ho letto con piacere la poesia. (Francesco Rossi)
vernacolo super segnalo poesia+ like (Francesco Rossi)
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