Suicidio metrico
Peppe Cassese
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Mi ammazzo con un verso intromettente
di un madrigale in tardo petrarchesco
e me lo sbatto in vena e se riesco
lo faccio in mezzo a tutta questa gente.
Sarà un suicidio in rima permanente
col ritmo e con l’accento pedantesco
e appena pronto mi distendo al fresco
per terra gravitando al dolce niente.
Il modo non ancora l’ho trovato
ci sto pensando bene e dannazione
mi dà una mano un vecchio mio cognato
che ben conosce il tema e a buon ragione
adopera l’apostrofo e lo iato
e si procura un’allitterazione.
Che bella attestazione!
Tra un verso lungo e un breve settenario
ti copro il porco corpo all’incontrario.
©
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L'autore
Peppe Cassese
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Commenti (1)
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J
Jo Kondelli Ghezzi28 luglio 2020
L’arte poetica è un affare molto serio, tanto che sembra un virus che ha infettato tutti, e tanti scritti dovrebbero rimanere al chiuso della propria mente o casa. In questo caso l’autore si diverte, in un modo molto sottile, a prendersi e a prendere in giro questa mania.
