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Dialettali 7 agosto 2020 · lettura 1 min · 724 letture

Er Patto der Leone

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Eugenio Zoppis 53 poesie pubblicate
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Un leone, ch’aveva ‘na spina ne la mano incontrò un giorno un povero cristiano. Er leone aggravato promise co’ certezza che si tojeva la spina, j’avrebbe fatto grazzia. L’omo, che ce dovette stà, dopo l’operazzione chiese conto der patto a quer leone. Questo invece, sfoderanno i denti, je sartò addosso senza complimenti. L’omo je disse, “che fai sciagurato? So’ propio io, quello che t’ha curato!” Er leone arispose: “tu devi annà ar macello. Si fossi ‘na canaja, uno potente o imparentato a quello, t’avrei sarvato. Ma dato che sei uno de coscenza e sei un poraccio, te faccio vède la riconoscenza.” Lo magnò intero, ‘sta bestia regale, però lo fece senza faje male.
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