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Riflessioni 13 gennaio 2008 · lettura 1 min · 4045 letture

La stessa sorte

Elisabetta Randazzo 763 poesie pubblicate
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La notte intreccia e respira le ore Raccoglie ogni sogno da palpebre socchiuse, spiriti che vagano nel buio Con lunghe ali attraversa opachi vetri anima lunare Cerca l'ignoto della libertà individuale in un pianeta ristagnato di stelle immobili. Accarezza l'oscura terra aspettando il clamore del giorno.
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L'autore
Elisabetta Randazzo

Mi chiamo Elisabetta Randazzo e vivo in Sicilia, a Bagheria. Da piccola amavo stare in compagnia di mio nonno, Antonio Landolina, amavo stare con lui perché tra le altre cose era anche un Cantastorie e m’incantavo ad ascoltarlo. Non credevo di poter scrivere, in quel tempo… ma con il passare degli anni sentivo cresce

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Commenti (4)

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Paolo Ursaia13 gennaio 2008

Raffinata, misurata rappresentazione della notte, piena d'eleganza, di meravigliata contemplazione. Molto gradita.

M
Mara6013 gennaio 2008

Mi piace questa poesia armoniosa e semplice. Ci mostra il meglio della notte, senza effetti speciali, che non le appartengono.

Come si deduce dal titolo, l'autrice in questa poesia identifica il proprio sentire con lo spirito della notte, il destino di un'anima luminosa (”lunare”) , che acquista nel sogno la capacità di volare, liberando l'ignoto di una realtà stagnante (”stelle immobili”) ... nella chiusa, molto incisiva, si intravede la speranza di ritrovare nuova luce nel domani.. poesia armoniosa, di non facile interpretazione che richiede diverse letture per penetrarne i più profondi significati.

M
Marina Como13 gennaio 2008

Nel ”clamore del giorno” si perdono i sogni, le proprie peculiarità, e con essi la vera ”libertà”, schiavi di un ”pianeta ristagnato” e dalla incapacità di agire (stelle immobili che vagano nel buio) . Non ci resta che 'accarezzare' la notte. E coltivare la soffusa luce della luna. Poesia dall'alto spessore descrittivo ed introspettivo.