Vae solis
Peppe Cassese
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E tu solitario ti accoppi col vento
che soffia al contrario del tempo rimesso
mettendosi in mostra col suo pentimento
prestato dal servo nel giorno dismesso.
E solo e acciocchito non muta l’avvento
venduto a quel giuda e questo è successo
un giorno poi l’altro di fronte al tormento
del baro e il malanno si affida al consesso.
Ed anche se il coro concerta le note
il mondo selvaggio rigenera il frutto
col volo impostato da mani devote
che sanno di niente e di un sogno distrutto
da petti di piombo e da facce remote
nel vasto deserto del mare e del lutto.
E tu che puoi tutto
ti attardi a giocare coi dadi nel nulla
coprendo il sudario e spogliando una culla.
©
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L'autore
Peppe Cassese
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