L’ultimo mio tramonto

Fuoco dove hai visto il lampo
pioggia di terre al tempo,
aria che s’affanna sul finire
mentre il volatile più saggio
occhieggia sul mio dire.
Sono stato anch’io, l’uomo che fui,
e quando tornerò
sarò corteccia o sasso
sarò polline o veleno d’aspide.
Ma cosa importa questo o quello,
cosa importa dove troverò l’approdo.
Sarò cieco come una notte
vedova della sua eco
e le luci in aria saranno coro
al gran silenzio.
Aprite in fretta la porta delle nebbie,
il sole tra non molto
griderà più forte,
voglio esser lì a respirare
l’ultimo mio tramonto...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
bella! non c’è che dire... poi la chiusa... (Saverio Chiti)
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
