Tenerezza
claudio coppini
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Chiese tenerezza
con gli occhi
non mosse labbra.
La durezza degli anni
nodi come radici
carezze negate.
Difficile sopportare
il morso di denti aguzzi
sulla carne viva.
Le strade erano finite.
Non restava che l’arrampicata
a mani nude.
Sopra la cima inviolata,
sotto lo strapiombo della morte.
Affidarsi, scorgere il sole a mezzanotte.
Pregò, chiese ancora tenerezza.
La provvidenza scese
con i suoi polpatrelli invisibili
asciugò il pianto.
Ormai mancavano gli ultimi cento metri
il cuore, aquilone rosso nel vento
trascinava il corpo esausto.
Fu allora, che dai cespugli intravide
una casupola scavata nella roccia.
Il burrone non faceva più paura.
Era salito lassù,
dove osano le aquile
e sorpresa delle sorprese
vide la sua anima al sole
che lo stava aspettando.
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L'autore
claudio coppini
La bacheca della poesia
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