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Dialettali 11 novembre 2020 · lettura 3 min · 815 letture

Al sataguant (d. bolognese)

Alessandro Sermenghi 104 poesie pubblicate
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A tlo det cals’ ciapa pora parche lo l’è un sataguant, l’è impusebil s’al va fora ch’an faga l’ignurant. Chi creten ch’al cumpagnan ai fan sol di cumpliment, tot i de ch’al va in muntagna al va a ciuffer ai su parent. L’ha pora ch’as chega a doss... parche, un de, al marescial, l’ha caze dentr’un foss par ciaperal ch’lera in fall. Ind la machina l’aveva murtadela e salamen, In un mument al cargheva da par sé, anch i ninen. Al ciuffeva semp’incossa ch’al pareva un sumarel, con cla ghegna e cla mossa e’l diplomma dal Pradel. L’etar de l’ho vest in piaza con in bisaca al grimaldel, con la destra al per ch’al spaza da par sé tot al piazel, la grane ia de la Cmouna propi qualla ed Marzabot, ma po’ lo nin ciapa onna m’al mument al ciapa al bot! Ma in piaza ie’ al guardian cal paseva in biziclatta, par furtouna l’andeva pian l’ha ciappe e l’è in manetta. Ans sa pio cum sa da fer ien ste bon tot’i uffiziel, sol pr’un de l’è sott i ferr ind la gabia d’imbezel. Traduzione Te l’ho detto che si prende paura, perché lui è un mascalzone, è impossibile, se va fuori che non faccia l’ignorante. Quei cretini che lo accompagnano gli fan solo complimenti, tutti i giorni che va’ in montagna va a rubare ai suoi parenti. Ha paura che se la fa a addosso perché un giorno il maresciallo, lo ha spinto dentro un fosso per prenderlo che era in fallo. Nella macchina aveva mortadella e salamini, in pochissimo caricava da solo, anche i porcellini. Rubava sempre tutto che sembrava un somaro, con quella smorfia e quella mossa e il diploma del Pratello . (vecchio carcere minorile Bolognese) L’altro giorno l’ho visto in piazza con in tasca il grimaldello, con la destra sembra che spazza da solo tutto il piazzale. La scopa gliel’ha data il Comune proprio quello di Marzabotto, ma poi lui non ne prende una ma al momento prende botte. Ma in piazza c’è il guardiano che passava in bicicletta, per fortuna andava piano lo ha preso ed è in manette. Non si sa più come si deve fare sono stati buoni tutti gli ufficiali, così solo per un giorno è sotto ai ferri nella gabbia degli imbecilli.
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L'autore
Alessandro Sermenghi

Sono nato a Bologna e vivo a Budrio, un paese in provincia di Bologna. Sono del segno dei Pesci, ho un carattere riflessivo e altruista. Ho avuto un negozio di assistenza di elettrodomestici per 16 anni, ho fatto il traslocatore per 8 anni e attualmente svolgo la professione di taxista presso la COOPERATIVA TAXISTI BO

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Commenti (3)

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Sara Acireale11 novembre 2020

Meno male che hai scritto la traduzione perché altrimenti non avrei compreso nulla anche se il dialetto bolognese ha una certa musicalità. Sembra una commedia tragica questa lirica in vernacolo che mi ha un po’ fatto sorridere ma mi ha fatto anche riflettere molto sul destino di certi individui che sembrano predestinati a finire male.

A
Antonio Terracciano11 novembre 2020

Sono simpaticamente scritte in dialetto bolognese queste avventure di un piccolo delinquente (poche cose non avevo capito senza la traduzione, perché la famiglia di mia madre era pesarese) . Il protagonista è un fuorilegge isolato che fa anche tenerezza, simile a quei goffi personaggi della "mala" milanese più volte cantati da Enzo Jannacci, ad esempio (come il "palo della banda dell’Ortiga") , o a certi uomini arrestati non senza un po’ di dispiacere dal commissario Maigret di Simenon... Quanta differenza con le spietate organizzazioni criminali meridionali, come la mafia, la ‘ndrangheta, la camorra!

Giacomo Scimonelli13 novembre 2020

Un simpatico mascalzone che non riesce a non rubare... ogni occasione è buona, e nonostante la paura, ruba tutto senza guardare in faccia a nessuno... compresi i parenti. Le forze dell’ordine sono state più volte clementi con lui, ma non sempre si può evitare di farla franca ... Anche quando sembra che lavori, il suo grimaldello è sempre in tasca e visto che si è fatto una nomina negativa, nessuno può credere che possa veramente lavorare. Mi son divertito nel leggere i versi... specialmente quelli in dialetto... nn facili da capire, ma melodiosi e ricchi di fascino... Il fascino del vernacolo che conquista sempre chi ama la scrittura e la Poesia...