Come un sudario (PANDEMIA)
Scivola incerta e lenta
sul vetro appannato la mano,
le gocce accarezza - le sfiora -
svela luci sommesse,
mentre quieta scende la sera.
Squarcia il silenzio una sirena
e freme nel petto l’angoscia,
come un adagio vibra – e scuote.
Soffre quest’ora di un male sottile
soffre un mistero
che artiglia ed uccide con dita rapaci.
Sanguinano grida impaurite,
di uomini soli davanti alla morte,
e si fa carne ogni dolore.
Come un sudario è quel buio - là fuori -
una ragnatela che avvinghia
intrappola voci, suoni, colori,
e sembra appeso il tempo
fermo a mezz’aria.
Mentre avanza il sudario,
la morte è silenziosa e strana
con cuore di gelo ghermisce,
e strazia senza fine.
Resto a guardarla la vita che scorre
- illusoria e fugace -
dietro un vetro appannato
prigioniera senza colpa di giorni
fissi e uguali - incerti -
E prego - solo questo posso -
e aspetto un’alba
- un giorno figlio della luce -
per tornare a vivere.
©
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L'autore
Franca Canfora
Difficile parlare di me, dirvi chi sono con poche parole. Franca in fondo è solo una semplice sognatrice, per la quale la poesia è passione, voglia di raccontare emozioni, gioie, dolori, ma anche cura dell’anima. Per questo lascio aperta la porta del cuore, lasciando che a parlare sia proprio lui, il centro del mio mon
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
bella emozione! ! (Stefana Pieretti)
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