Nuovo inizio
claudio coppini
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il nostro amore fini
senza nemmeno
lo straccio d’abbraccio,
alle 16. 47 di un venerdì
marzo.
Che brutto lasciarsi di venerdì,
si poteva, per lo meno
aspettare, la domenica sera.
Per l’ultima volta scesi
quegli scalini, saliti mille volte.
Credetti di morire,
ma non mi voltai indietro,
anche se mi sentivo solo
come un cane, mi ricordai
che non lo ero.
Era vevo il segnoulla gota sinistra
ma sulla destra sentivo ancora
il brivido di un’invisibile carezza.
Ci passai il palmo della mano,
scivolò oro fuso tra le dita.
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claudio coppini
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