Ero
Peppe Cassese
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Ero il tuo fiore
era il suo giardino
eri il mio canto antico del dolore
la fiamma mai sopita della vita
su questa bianca pagina infinita
che scrivo con la candida dolcezza
del vento che nel sole mi accarezza.
Eri il mio affanno
era il suo richiamo
ero il tuo rigoletto del malanno
la musica dell’anima e del cuore
vibrante nella gola dell’amore
con le parole dette arborizzate
all’ombra delle fole accantonate.
Ero il tuo orgoglio
eri il mio penare
era il suo verde sangue da trifoglio
quell’unica preghiera al dio dei sogni
offerta sull’altare dei bisogni
col fuoco e con la fede di un ricordo
lasciando dire al tempo che non scordo.
Eri il sollievo
era il nostro mondo
la terra col maestro e con l’allievo
il verso da cantare sulla pelle
disciolto nella notte tra le stelle
il punto per finire la mia storia
che cinge col suo verbo la memoria.
©
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L'autore
Peppe Cassese
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