L’ultima notte

La mascherina del chirurgo
libera solo gli occhi.
La notte sveglia il dolore.
Fremono gli ulivi nel parco
nel vento che non lascia quiete.
Si può intuire l’aurora
tra gli scuri che filtrano l’arrivo.
Pietosa la porta a vetri
mi fa intravedere il bianco del letto.
Il presepe nelle sale del Natale,
e tu stai morendo dentro gli occhi
di una notte immobile nel silenzio.
Solo l’anima legge il mio strazio
e la porta divide il nostro insieme.
Morire così nel deserto della solitudine
mentre mi chiedo se un Dio ci ama...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
E
Evaluna Sperber2 giugno 2025
quanto dolore... arriva tutto. disperatamente bella.
