Improvvisata (Il dolce niente)
Peppe Cassese
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E te la scrivo qui come vuoi tu
a piedi nudi giusto per variare
costretto dal bisogno a rammendare
i tuoi lamenti affisi rossi e blu.
E te la indoro come fa il cucù
che il tempo non si perita strinare
volendo e non sapendo cosa fare
col trucco sbandierato dei tabù.
E te la canto a tono da istrione
sopra la carta stracco e un po’ frescone.
La eseguo con perlizia assonnacchiata
tra il cardo illanguidito e l’insalata
e mentre il verbo snacchera la mente
col cuore mi rimetto al dolce niente
che vecchio e incontinente
spiattella la faccenda e poi dichiara
che sopra sotto e a lato inventa e bara.
©
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Peppe Cassese
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