La corte
Peppe Cassese
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Vorresti or dire ma non trovi il verbo
che sappia aprire porte mente e cuore
in questa gara assurda dell’orrore
legata a un frutto amaro e ancora acerbo.
Vorresti dare ma il tuo bianco fiore
non coniuga il già dato e or mai superbo
si inficia coi suoi lati senza nerbo
costretto dalla forza del vigore
che palpita e si orienta un po’ dovunque
nel cielo sconosciuto del tuo io
e dato che si accoppia con chiunque
solleva il mondo intero chiacchierio
delle tue mani fredde e tu quantunque
facessi da gualdrappa al tempestio
giocoso turbinio
ti infili nell’imbuto della sorte
mostrando la tua vecchia e frusta corte.
©
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L'autore
Peppe Cassese
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