Io mi racconto
Le linee scure della vita
hanno riflessi d’oro
quelle chiare
odorano di zolfo e di marciume.
Di notte ultimamente
tra un sogno e il dormiveglia
mi sfiorano ricordi dell’infanzia
quasi un dialogo silente nelle ombre
tra me, la morte e la consapevolezza.
E mi ricordo la domenica mattina
le lotte per gioco con mio padre
e le urla di mia madre
“Attenti che vi fate male”
erano doce melodia
mentre un cancro la bruciava a sua insaputa.
Non so bene dove fosse mia sorella
forse era già donna
ancor prima che facesse alba.
E quando tutto sembrò sereno
nel silenzio più assoluto
la follia s’impossessò di mio fratello
e lottammo per strapparlo dalle fiamme
e da quell’inferno.
Adesso che sono uomo
e che percorro strade ambigue
la notte è lunga da passare
e sul soffitto disegno rose e margherite.
©
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La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Letta con tutta la mia partecipazione emotiva (Francesco Rossi)
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