L’inquieta follia di chi amò l’infinito

Quasi di cristallo ondeggiante
i salici del tempo
e curvano le ali di foglie
mentre d’intorno semina il vento
il respiro dei rami.
Ancora ricordo quando bambino
tracciavo sui vetri appannati
figure di barche e gabbiani
sognando di vagare per il mondo.
Ora che il mondo l’ho girato
in lungo e in largo
rimane in bocca il sapore del nulla
memorie ovattate d’oblio,
accenti riposti nell’urna del tempo.
Dolce sarebbe sognare ancora
di nuovi leggiadri inganni
di altre inesauste notti d’estate
in una eterna corsa di stagioni
e nell’inquieta voglia dei sensi.
Passata la vita mi dico.
E’ vero, ma resta una pausa di dolcezza
anche se il cuore è stanco.
Regalo così alla mia anima con amore
arcobaleni di ricordi,
ombre di fuoco ai morbidi dossi dei deserti,
le querce immense frementi al vento,
grattacieli scagliati a filo d’orizzonte,
l’inquieta follia di chi amò l’Infinito...
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Sempre bello leggerti, buon fine settimana (Silvia De Angelis)
Commenti (2)
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Francesco Rossi9 febbraio 2021
Arcobaleni di ricordi armonizzati da una fine poetica che proietta il pensiero verso quella pausa di dolcezza a cui noi animi affini aspiriamo.
Silvia De Angelis12 febbraio 2021
Sono i ricordi del passato a dare un senso compiuto al presente, che, nel suo decadimento, non sembra offire spunti di alcun rilievo... Poesia apprezzata


