L’albero
Torna la festa degli innamorati
e ci ritrova accanto, un po’ dolenti
a consolarci, mano nella mano,
da pene antiche e nuove, - cicatrici -
che solcano la fronte corrucciata.
Nella dolcezza dello sguardo
ritrovo la mia quercia forte,
i grandi rami aperti nell’abbraccio
le fronde leggere, come parole,
quelle amate, le più preziose.
Al centro di quel tronco batte un cuore
che all’unisono scandisce con il mio
il ritmo dello scorrere dei giorni
che scavano pian piano, senza fretta,
fessure, solchi e piccole ferite,
che la pioggia, come lacrime, lenisce;
e ad ogni primavera linfa nuova
porta gemme e fiori profumati,
piccoli baci d’eternità.
E se d’autunno qualche ramo cade
e le foglie ingiallite se ne vanno,
- come fili d’argento fra i capelli -
è il segno inesorabile del tempo,
che la corteccia scalza
- ma solo un poco -.
E la radice che a terra ci trattiene
è roccia dura contro la tempesta,
resiste
- finché Dio vorrà -.
©
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L'autore
Franca Canfora
Difficile parlare di me, dirvi chi sono con poche parole. Franca in fondo è solo una semplice sognatrice, per la quale la poesia è passione, voglia di raccontare emozioni, gioie, dolori, ma anche cura dell’anima. Per questo lascio aperta la porta del cuore, lasciando che a parlare sia proprio lui, il centro del mio mon
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