Valentineide
Peppe Cassese
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Cantami o diva col cupido dardo
l’amor vorace che la mente afferra
osando dar vigore a un cuor codardo
che guida uomo e donna in degna guerra.
Cantami la bellezza che disserra
la vita persa dietro il folle volo
che ha oriente come ali e le sotterra
senza contare dell’orgoglio il dolo
che affida a vinte anime quel suolo
dove che alberga affanno e bramosia
di trafugare il canto all’usignolo
lucente e stravolgente apostasia.
Cantami e assegna al petto la pazzia
del sentimento che converte e lega
due corpi dell’amore chirurgia
nella certezza che mai niente nega
a quel bisogno antico pio stratega
innato e custodito all’infinito
dal tuo piacere d’essere la strega
del canto mio più assurto e preferito
che dolcemente avverso al requisito
si pone e si intromette come un bardo
per fare dell’incontro un dolce mito
chiodato nel tuo petto dal mio sguardo.
©
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L'autore
Peppe Cassese
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Commenti (1)
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G
Giuliano Esse14 febbraio 2021
Un modo elegante, classico e audace insieme, per cantare l’amnore e il suo santo protettore, nel giorno dedicato agli innamorati e all’amore. Una mano felice e complimenti.
