Cuore solitario
Peppe Cassese
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La giovinezza dentro vecchie foto
i passi che si perdono lontani
io scompagnato vago nella stanza
col cielo che controlla la mattanza.
Il bricco dal caffè a far la dieta
il letto sempre pronto e ben disteso
la voglia di fuggire e di saltare
dietro il sipario rotto da toppare.
Il vuoto con cui parlo non risponde
dalla finestra sento il niente in giro
la sera sembra uguale alla mattina
mentre che gioco a carte con la Pina.
Le mani fanno cricca con i piedi
lo stomaco si accorda coi polmoni
e tenta di trattare con il cuore
che solitario cerca un protettore.
In questo prendi e dai di volti ciechi
la morte si diverte a fare sprechi.
©
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L'autore
Peppe Cassese
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Commenti (1)
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G
Giuseppe La Marca21 febbraio 2021
È proprio così: in presenza di questo malefetto virus la vita non è più la stessa, i giorni sembrano cercare chi sa cosa e una paura strana coinvolge tutti. Tanti, troppi se ne sono andati e chi rimane può solo sperare che la tempesta passi presto.
