Il merlo della sera
Peppe Cassese
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Ed io che sono il merlo della sera
sconvolgo la tempesta del non fare
nel noto labirinto del latrare
tentando inutilmente la maniera
di accendere la vecchia tiritera
che vuole solamente addizionare
il misero cadeau fallimentare
sul banco sputtanato della fiera.
E tu che ami il fiore maculato
già gongoli sul bordo del mattino
nel vuoto che seduto all’altro lato
si perita di essere il ronzino
che batte dove prima si è posato
quel grullo che ti ha fatto da zerbino
e il canto mio piccino
che copia la natura delle cose
si attacca come spina alle tue rose.
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L'autore
Peppe Cassese
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Commenti (1)
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G
Giuliano Esse1 marzo 2021
Un sonetto caudato di prima categoria! Sembra quasi leggere un manifesto che preannunzia qualcosa di nuovo e di originale, accompagnato da un modo tutto personale di tessere le parole. Complimenti!
