L’era del contagio virale

Sono nato a Raffadali (AG) il 4/5/56 e nel ‘74 ho conseguito la maturità classica presso il liceo Empedocle di Agrigento. Appena diciottenne mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo presso la quale mi sono laureato nel 1978. Ho subito vinto il concorso per Segretari Comunali ed a soli ventitrè ho iniz
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Una riflessione da condividere (Sara Acireale)
Un caro saluto e complimenti (Stefana Pieretti)
Riflessione sentita e condivisa... (Giacomo Scimonelli)
Un caro saluto, Michelangelo... (Giacomo Scimonelli)
Complimenti Michelangelo! (Giuseppe Mauro Maschiella)
Bellissimi versi che fanno riflettere. Bravo! (Antonietta Angela Bianco)
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È l’era del contagio virale: un’era triste, senza prospettive per il futuro che ci attende, nuvole nere oscurano il cielo. Se si va a finire in ospedale per qualsiasi patologia è come se un muro si apra tra il malato e i suoi famigliari che rimangono in trepidante attesa. I nipotini stanno quasi per dimenticarsi dei nonni e gli adolescenti stanno vivendo male la loro età: chiusi in una stanza per fare didattica a distanza. L’economia va a rotoli e la gente diventa depressa. Spero davvero in un miracolo per l’intero pianeta che sta soffrendo questa pandemia.
Momenti di angosce e paure Il contagio e ti senti solo, emarginato, triste In una solitudine non voluta, obbligata, Un figlio, un nipote, la voglia di abbracciare e doversi allontanare. E, ogni giorno, gente che muore senza una carezza, una stretta di mano Ma quando finirà? Sembra, il vaccino, sia una speranza di salvezza... Grazie poeta per questi bei versi, anche se tristi. Elogi di cuore
Manca quella stretta di mano... adesso, che viviamo in questa angoscia continua, ci rendiamo conto come piccole cose, che si consideravano semplici e scontate, manchino da morire. Gli abbracci e le strette di mano sono gesti importanti che ci facevano sentire vivi e non soli. Per non parlare delle varie festività... e, non per ultimo, quel saluto alla persona cara che chiude gli occhi per sempre... Versi chiari... versi che commuovono...
In questa situazione necessaria di distanziamento, mancano tutti quei gesti affettuosi e le situazioni normali prima della pandemia. Speriamo nei vaccini. Una lirica ben esposta e verseggiata che raccoglie il sentire e il dolore di tutti. Un plauso al poeta.
Bei versi, anche se incoronati da tanta malinconia dovuta al virus che, ancora oggi non vuole andare via. Molto toccante!





