Al fiorire dell’anima
Paride Giangiacomi
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- Vorrei la mia anima aspersa
tra le cortecce rugose dei tigli
ricettacolo di umori resinosi
e riparo di insetti millenari
- Al soffio di zefiro gentile
che scappuccia delicatamente boccioli
anche io vorrei rinascere in primavera
e appisolarmi, cullato, al sole estivo
- Socchiudere gli occhi di altri, vorrei
all’accecante verde di foglie solerti
gestanti di fiori odorosi e frutti legnosi
balzare di ramo in ramo per un tempo infinito
- Fermarmi a guardare il mutare dell’umanità
se c’è chi getta lo sguardo verso l’alto
fare a gara con le anime, le altre
senza timore di fare tardi
- Acquietarmi in soporoso tepore
in alto, per cogliere anzitempo
la processione delle stagioni
nell’eternità del mio Cielo.
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Paride Giangiacomi
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