Io sono
Sono condannato a vagare nel vuoto
come un eremita sulle nuvole
sono consapevole del vuoto
dell’utile e dell’inutile.
Sono condannato alle fiamme
un’anima che non trova la strada
sono acqua di alta marea
la fine è l’inizio di una preghiera.
Sono condannato alle lacrime
ai sorrisi rubati alla luna
sono un Dio massacrato dal tempo
dal peccato, dalla ricerca continua del senso.
Sono piaga di poesia
voce sottile appesa sul muro
sono il mare che non trova lo scoglio
per infrangere l’ultimo sogno.
Sono io stesso la mia condanna
che cerca l’infinito nel cuore
sono la ferita che stagna e inganna
il volo di un pensiero impostore.
Sono io la morte che giace
sugli alberi e su labbra blasfeme
sono il cielo nel mio stesso infinito
sono vita, fuoco e gelo
sono un uomo senza più coerenza
ambiguo volteggiare sugli argini dei fiumi.
©
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