Il profumo della povertà

Sono nato a Raffadali (AG) il 4/5/56 e nel ‘74 ho conseguito la maturità classica presso il liceo Empedocle di Agrigento. Appena diciottenne mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo presso la quale mi sono laureato nel 1978. Ho subito vinto il concorso per Segretari Comunali ed a soli ventitrè ho iniz
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
quanta verità nei suoi versi... elogio. (emiliapoesie39)
Grazie Emilia!: D (Michelangelo La Rocca)
un caro saluto! (Stefana Pieretti)
Quanti ricordi! (Sara Acireale)
Profumi ed emozioni indimenticabili... ottima (Giacomo Scimonelli)
riflessione... Veramente B E L L A... (Giacomo Scimonelli)
Un caro saluto, Michelangelo (Giacomo Scimonelli)
Molto bello leggerti, buon fine settimana (Silvia De Angelis)
Complimenti Michelangelo! (Giuseppe Mauro Maschiella)
Poesia condivisa👍 (Alessandro Sermenghi)
Bravo veramente. Complimenti sf (Alberto De Matteis)
Bella, complimenti! (Maria Luisa Bandiera)
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ricordi di fanciullezza, momenti lontani, quando c’era poco o niente e bastava correre su polverosi cortili giovare senza nulla, ma con tanta allegria di stare insieme, bastava un bastoncino e tracciare disegni per terra, un fazzoletto, e divertirsi a rubarlo, o spogliare margherite e sognare ad ogni petalo piccoli desideri saltellare con una corda a chi era più bravo e diventava buio e si aspettava domani ... Bella lirica, ricca di emozionanti ricordi .Elogi
Bellissimi ricordi della propria infanzia, infatti c’era poco, ma ci accontentavamo lo stesso, importante era stare insieme, e anch’io ricordo la fragranza del pane che mia mamma e mia nonna facevano nel forno a legna . Bellissima, complimenti.
Noi "ragazzi di ieri" eravamo felici con poco, gli occhi sorridevano e il cuore era allegro perché si giocava all’aria aperta. Non è vero che non avevamo niente: avevamo la libertà di giocare, di divertirci assieme ad altri bambini. Ricordo ancora le grida gioiose e le risate in un cortile. Sono bellissimi ricordi che rimarranno tatuati in modo indelebile nello scrigno del cuore. Oggi i bambini hanno tutto ma non giocano fuori in un cortile, stanno sempre a smanettare con la playStation, oppure davanti a un telefonino perdendo di vista la realtà.
Il passato, a mio avviso, non si può paragonare al presente... bastava veramente poco per essere felici. La fantasia era padrona assoluta e si viveva all’aria aperta, gioendo con poco e sfruttando ogni occasione per condividere emozioni e avventure. I giocattoli? Per alcuni restavano sogni... ma l’infanzia veniva vissuta ugualmente con serenità. E poi, come dimenticare alcuni odori, come quello del pane appena sfornato... Non si può dimenticare e non si può di certo dire che l’abbondanza di oggi sia stata un vantaggio rispetto al passato. Molti bambini hanno tutto e troppo e non sfruttano le proprie potenzialità, visto che hanno poca fantasia per divertirsi senza giochi elettronici e marchingegni vari. Una Poesia che fa riflettere. Piaciuta.
Tempi remoti, in cui la vita era più semplice e genuina, portando con sè spensieratezza e felicità, al di fuori di tanta evoluta tecnologia... Poesia apprezzata
Che bei tempi quando da bambini ci accontentavamo di poco! Oggi il sistema consumistico ha cambiato tutto, anche la mente di tutti. E’ assolutamente necessario fare un passo indietro per sopravvivere su questo pianeta... ma chi lo fa? Siamo ormai tytti abituati così. Lirica molto bella di un poeta che ha la memoria buona! Un elogio.
Il profumo della povertà che rende ogni briciola ... un tesoro. Penso spesso che la ricchezza sia un velo che non ti permette di toccare le essenze. Bella
Ricordi indelebili di un’infanzia gradevole che ci riporta ad apprezzare i veri valori di gente povera ma ricca dentro, che si alimentava da cibi genuini e primari come il pane ed il latte, essenziali non solo al fabbisogno alimentare ma, come ci racconta il poeta... non si dimenticano più.
Rileggere questa poesia è come un immergersi in quel tempo in cui bastava un niente per essere felici, una palla di pezze stracci per divertirsi ed essere allegri. E poi quel profumo di pane appena sfornato, profumo che si avvertiva in ogni angolo, in ogni strada. C’era una povertà, come ben dice il poeta, profumata. Una povertà che aveva il profumo della bontà, dell’allegria, della felicità e di tanta ricchezza interiore. Penso che un po’ tutti abbiamo nostalgia d’un periodo sano e genuino. E bene ha fatto il poeta Michelangelo La Rocca a scrivere e a riproporre questa bella lirica.









