Cieco e sordo
Peppe Cassese
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E sordo e cieco resti sopra il trono
cosciente ed ignorante del perdono
per questa indifferenza incamiciata
tra il sogno e il ramo in alto pampanuto
lasciato nel viaggio al non dovuto
per ricamare l’ultima bravata.
E vivo resti in fondo al tuo teorema
mentre la storia scarica il problema
su questi fogli scuri sporchi e unti
con tutta la insipienza di un oltraggio
che nelle mani stringe il suo piumaggio
dipinto col pertugio dei presunti.
E tu che resti e gridi coi grugniti
con quei conati a volo recensiti
castighi il tempo avuto da scucire
convinto che il piacere è da buttare
con tutti i poli estremi in fondo al mare
in dove il dio Nettuno ha il suo svanire.
E muto resta il cielo in alto arreso
con stelle nubi e il sole tuo compreso
questi lamenti vani da sbruffare
simillimi ai viandanti del fracasso
come si addice a chi rimette un asso
al cuore cieco e sordo al suo latrare.
©
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L'autore
Peppe Cassese
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