Pugno alla vita
Saverio Chiti
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Alto è il pugno al cielo, nell’aria rarefatta
di quell’ottobre dell’anno zero
quando la coscienza prese il volo
su corsie di atletica pista,
e dove tu, bianco fratello, posto a metà del podio
pagasti in patria il prezzo del tuo consenso
a quel che per noi era vita d’ogni giorno,
basata sul vissuto quotidiano che ancora adesso
non trova comunione, visto la perenne ottusità
di chi tutt’ora si crede migliore per il candore
della sua pelle, nonostante viva il buio dell’anima.
Va il ricordo all’ottobre del sessantotto
quando in alto si manifestò quel pugno alla vita
consapevole del valore di quel gesto
che mostrò a tutti la disuguaglianza negli uomini...
E ancora adesso s’alza al cielo quell’inguantato pugno
di me, che in ginocchio, fiero guardo in basso
per non vedere ciò che in cuore tuo
uomo bianco, decidesti per me...
E se persino oggi lotta sarà, allora che lotta sia
in nome di fratelli di tutti le espressioni
ma con l’anima e il cuore propenso a quell’amore universale
figlio della consapevolezza Divina che ci formò
in egual mistura, sangue e ossa, tendini e muscoli
cuore e anima da conguagliare nel simile pensiero
di essere stessa vita sotto lo stesso cielo.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
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