Sfacelo
Peppe Cassese
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La strada è manomessa
il cuore non si sente
e tu che vai a spasso tra le nubi
non conti le certezze che mi rubi
con quel tuo fare a zonzo di maniera
che alza in basso e avanti la bandiera
col fiore riscattato pronto all’uso.
Il sogno in te è precluso
la vergine è ormai doma
e l’ombra sopra il muro fa la diva
volendo dare spazio in esclusiva
al tuo tarantolare il verbo inciso
sul rosso inappropriato del tuo viso
signora sconosciuta e indefinita.
Il tempo ha una ferita
la sera è senza scopo
e il gioco si accapiglia con il raglio
del tuo volicchio in basso da pendaglio
tra le solite messe salmodiate
con quel barcamenarti tra le fate
acerrime nemiche del sarai.
La luna ha i vecchi guai
Saturno si rispecchia
in questo tuo giocare a far la donna
felice di indossare tacchi e gonna
mentre i sospiri vagano nel nulla
nel vuoto sorteggiato dalla culla
e tutto il resto è un luccichio di stelle.
Che dire della pelle?
Che dire del mio cielo?
Ha un buco immenso e credimi
è sfacelo!
©
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L'autore
Peppe Cassese
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Commenti (1)
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G
Giuseppe La Marca5 luglio 2021
Non è uno sfacelo, ma un vero capolavoro, dove l’autore sembra divertirsi a fare il verso a Bukowsky, che a mio modesto parere è fin troppo considerato. In questa satira e ironia procedono a braccetto versi modi nuovi di poetare. Geniale la rima tra l’ultimo verso di ogni strofa col primo della strofa successiva.
