La nostra prora
Cercai di trovare,
i tuoi forti lineamenti,
in quelli di tuo figlio,
non potei fare altrimenti.
Lo scrutai poi nel parlare,
nel sorridere e narrare,
i ricordi che di te,
riaffioravano col mare.
Gli occhi strariparono,
cedettero le dighe,
entrambi ci porgemmo,
le scuse tra le righe.
Si fece spazio sgomitando,
tra la malinconia,
una risata al rimembrar,
della tua splendida pazzia.
Arrivammo poi ai saluti,
mi voltai e guardai il tuo posto,
ove ricercavi l’ombra,
sino al tramontar d’agosto.
Al tuo fianco siederei,
se fosse tutto come allora,
e non mancherebbe giorno,
in cui seguir la nostra prora.
©
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