L’indicibile
Duilio Martino
579 poesie pubblicate
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Illuminati dalla memoria dovremmo
ritrovare i valori
spulciando tra le placide parole
dei cari vecchi...
o anche tra quelle spesso sottaciute
- più per stanchezza -
però scolpite nei petti più teneri
dagli esemplari gesti.
Rivalutiamo i moniti di madri
i “bada a te e riguardati”
“Non credere alle stelle dentro al secchio”
“Tieni la schiena dritta”
“Non rinunciare alla tua dignità
e onora la famiglia"
"Non azzuffarti"
"Rispetta chi è più vecchio”.
Diamolo un senso a stenti sottaciuti
ai dignitosi pasti
senza piegarci a tenebre che sciamano
sfoggiamolo il coraggio.
Riscopriamo nei padri i poeti più semplici
i chiarori da accogliere
i soffi saggi
freschi ruscelli e querce secolari
anime scelte.
Forse non tutto è già andato perduto
se c’è una bocca a chiederci l’inchiostro:
ci aggrappiamo a speranze
la terra dorme
ma nei deserti gli iris sbocceranno
e pure ovunque il pensiero è spuntato
dalle fredde ragioni del profitto
da inumana tribù
che di chi non ha voce se ne fotte.
Ed anche in questo borgo
- sembra maturo il tempo - i semi gemmeranno
tra i silenzi dei sassi
dove la pietas sembra merce rara
ed ogni gesto una battaglia ignobile
furiosa guerra
la propria guerra contro il resto del mondo.
Non morirò in silenzio
o tra i silenzi
che portano i segreti nelle tombe...
non mi sento un codardo
e non chiuderò gli occhi certamente
di fronte al gattopardo.
Non ci dormo la notte
troppe le colpe
sono infinite le infanzie rubate!
Per l’onta molte vittime non tornano!
Si sapeva del prete
ci si rideva ricamando chiacchiere
e che dire degli orchi
delle farfalle schiacciate dai porci.
Non ci dormo la notte...
e poi penso a mio nonno sbattuto in galera:
vecchie storie di espatri clandestini
ma i profeti proclamano
che si emigrava coi denti perfetti.
Si provò a farmi bere
che un voto anch’io dovevo al cancelliere
se godevo di un reddito.
Ma nessuno mai disse
delle capre e parenti e piazzati alle Poste.
La storia si ripete
quindi curate gli orti
più che prostrarvi a prìncipi e a impostori
evitate gli insulti ai vostri morti.
©
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L'autore
Duilio Martino
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Commenti (2)
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Stefana Pieretti16 luglio 2021
una lirica che fa riflettere e insegna versi ricchi di immagini l’autore a regalare qualcosa che ci fa ricordare Elogi di cuore!
Michelangelo La Rocca16 luglio 2021
Versi che scorrono lievi e suggestivi sul doppio filo del ricordo del " ieri" e della preoccupazione per il nostro "domani" . Mia madre diceva sempre che l’olio buono viene sempre in superficie. A volte sembriamo sfiduciati, non crediamo ai saggi consigli dei nostri antenati, ma dobbiamo crederci se vogliamo avere un futuro. Complimenti al poeta per questi versi bellissimi, veritieri, profondi e, nello stesso tempo, sognanti!


