Lo sceriffone
Giuseppe Monteleone
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Potrei tacere ma non riesco
da bambino uscivo con la fionda
mi nascondevo su un alto pesco
lanciavo da lassù una forte onda
di pietre e pietruzze di marciapiede.
Quello passava il convento del Sud
Avevamo ed abbiamo un altro mood
al Nord invece c’era una lingua strana
Mi, ti, lu, ohk, il gergo della terra padana
dal tabaccaio compravi una pistola
quando uscivi ti facevano la ola
al sud avevi il piccolo serramanico
emigrato al nord era un caro amico.
Procediamo ora senza le rime
Invidiosi del calibro 22 o della 38
del fucile di Buffalo Bill o di Tex
non siamo mai stati. Entravamo nei fumetti
per uscirne dopo aver sistemato le cose
i cattivi in prigione o cacciati dal paese.
A volte trovavi qualcuno uno e trino:
professore, assessore e leghista
tre anni da sceriffone con il colpo in canna.
Ora racconto io per far capire i fatti:
Un paio di volte mi è partito un colpettino
mi ha sfiorato gli attributi maschili (le balle)
prima o poi nella piazza di Voghera
al calar del sole e nell’ora dei duelli
sbuccerò per disattenzione o per difesa (legittima)
bucherellerò uno di quelli arrivati con il barchino:
brutto sporco cattivo e magari magrebino.
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L'autore
Giuseppe Monteleone
Sono nato a Locri (RC) il 23 settembre 1957 nella casa del Gelsomino, nel quartiere della Ficandianara tra il mare e gli aranceti della costa ionica. Ho vissuto fino al 1970 a Santa Caterina dello Ionio (CZ) in mezzo alle Serre calabresi e mi addormentavo con la luce del faro di Punta Stilo. A Vinci (FI) la città di
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