Sapiosclerosi (il di... vino compendio)
Peppe Cassese
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Vorrei sapere dire mille cose
in questa manifesta ostentazione
al male che ha strappato le mie rose
colpevole di chiara consunzione
dell’essere un mistero intollerante
votato ad una acuta conversione
di rotta e sospettoso mestierante
che naviga in un pozzo di rovine
col suo bisogno maschio intemperante
nel dare un giusto senso a un lieto fine
e al volo compromesso in questo cielo
sinceramente avverso alle dottrine
di chi caparbio come il suo vangelo
si attiene al sacrosanto incancrenire
del dardo rattoppiato con lo zelo.
Vorrei poter un masso intenerire
per farlo maturare sopra un ramo
potendo interiormente ricucire
coi fili manomessi del ricamo
la tela della vela sopra il letto
che gioca con il tempo e il vecchio Adamo
desioso a mani aperte del rispetto
così come conviene al condannato
trovato mezzo nudo il poveretto
con tutto compromesso l’apparato
nel giro delle morti misteriose
e traccio a spada tratta il derivato
trascritto in versi trasformati in prose
col tono e con la forza di un buffone
che scopre devastate le sue spose.
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L'autore
Peppe Cassese
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Assolutamente maiuscola. (Giuliano Esse)
Un piacerissimo. (Tonia La Gatta)
Commenti (1)
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G
Giuliano Esse11 agosto 2021
È scritta in terzine dantesche e nello stesso tempo è un rondò dalmaziano: qualcosa di veramente speciale. Ricca di metafore e di musicalità, è una satira come poche: la carta di identità dell’autore. Magnifica!
