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Dialettali 13 agosto 2021 · lettura 1 min · 646 letture

Er melograno

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Sabrina Balbinetti 606 poesie pubblicate
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Quanno se spacca in due un melograno un rivolo de succo rosso vivo, ch’arissomija guasi ar sangue umano, diventa un arabbesco creativo! Un frutto antico, guasi conzacrato, a Dei semiddei e miti farzi... eppure Core, quanno l’ha assaggiato, aritornò dall’Ade senza sforzi! Quarcuno, co’ pazzienza certosina, aprenno er frutto delicatamente, conta li chicchi tra la pellicina 613 ... è sorprendente ... so’ artrettanti li comannamenti de la Torà pe’ l’Israeliti. Li ritrovamo su li paramenti co’ tanto de ricamo e de cuciti! Aperto a metà, arissomija, ar core de un cristiano, paro, paro, fantastico, ‘na vera meravija... ventricoli e atri... un reliquiaro. Ner quadro, la Madonna e er Bambinello, dipinti da Botticelli all’occasione, tengheno in mano er frutto scrocchiarello simbolo de castità e resurezzione! Ricco de vitamine Bì e Cì lo pòi magnà a chicchetti o spremuto. Drena, te sgonfia, fa ringiovanì è guasi mejo de l’ovo sbattuto! “Aiuta pure la fertilità?” -m’ha chiesto un amico galeotto - “E’ in grado pure d’auto- fecondà? Mi’ moje è ancora incinta... e stamo a otto!!”
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