Er melograno

Quanno se spacca in due un melograno
un rivolo de succo rosso vivo,
ch’arissomija guasi ar sangue umano,
diventa un arabbesco creativo!
Un frutto antico, guasi conzacrato,
a Dei semiddei e miti farzi...
eppure Core, quanno l’ha assaggiato,
aritornò dall’Ade senza sforzi!
Quarcuno, co’ pazzienza certosina,
aprenno er frutto delicatamente,
conta li chicchi tra la pellicina
613 ... è sorprendente ...
so’ artrettanti li comannamenti
de la Torà pe’ l’Israeliti.
Li ritrovamo su li paramenti
co’ tanto de ricamo e de cuciti!
Aperto a metà, arissomija,
ar core de un cristiano, paro, paro,
fantastico, ‘na vera meravija...
ventricoli e atri... un reliquiaro.
Ner quadro, la Madonna e er Bambinello,
dipinti da Botticelli all’occasione,
tengheno in mano er frutto scrocchiarello
simbolo de castità e resurezzione!
Ricco de vitamine Bì e Cì
lo pòi magnà a chicchetti o spremuto.
Drena, te sgonfia, fa ringiovanì
è guasi mejo de l’ovo sbattuto!
“Aiuta pure la fertilità?”
-m’ha chiesto un amico galeotto -
“E’ in grado pure d’auto- fecondà?
Mi’ moje è ancora incinta... e stamo a otto!!”
©
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