Impronte - Spiagge assolate 6
Distesa
cangiante
di zaffiro e oro
il mare della Vita
dolcemente
mi chiamava.
Per
un’ultima volta
senza
volgermi indietro
quelle dune d’ambra
avrei
attraversato
e
il vento dell’Oblio
le mie impronte
avrebbe
presto cancellato.
Sarebbero state
lì
ancora per poco
a testimoniare
una volta di più
l’irresistibile
anelito al Viaggio.
Ma
per grazia
dell’errore e del tormento
che
di antiche gesta
erano il retaggio
una nuova
consapevolezza
quei passi
avrebbe accompagnato.
Salpando
su una fragile barca
da questo
mistico
lido della Memoria
finalmente
sapevo
che
solo naufraghi volontari
bruciati
dal sale della nostalgia
non più
vincolati
da illusioni di salvezza
e
in preda ad un amore
tanto folle
quanto veritiero
avrebbero potuto sopportare
senza
maledire
la propria audace scelta
l’incessante
lavorio del Tempo
e
le sue pene.
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