Né morto, né nato
Come
un dono inatteso
guardare
oltre
le cose che vedevo
era
divenuto
quotidiano stupore.
Giacché
c’è un cielo oltre il cielo
e
un orizzonte
che
sempre
s’allontana.
Tornare
a confidare
in quella
sottile apparenza
era
però
necessario
per non morire al mondo.
Eppure
lasciarla andare
l’indispensabile
viatico
per
nascere di nuovo.
Lunghi
anni di ignavia
al limitare
di me stesso
in un’incomprensibile chimera
mi hanno mutato
perché
né morto
né nato
ancora sono.
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