Dall’alto
A guardare dall’alto
mi costa sai
staccare i piedi da terra
e guardare il tutto
al di là della pioggia
al di là delle lacrime
dl di là di Dio
dalla finestra aperta sull’oblio
mi fa sentire diverso
dall’uomo banale
che cerca nelle strade
concretezza e identità.
E divento fiore
cellula, soffio di vento
e nonostante la precarietà
mi ritrovo in equilibrio
in un pianeta sconosciuto
dove vegeta l’amore
e il niente è infinito.
Tirarsi fuori da questo corpo
e incastonare gli occhi
tra le tenebre del cielo
mi costa e mi frantuma
soffocandomi il respiro.
Ma un altro me
che ha pupille trasparenti
guarda l’altro me
e mi giudica ridicolo
un folle che cerca la ragione
nell’alba e nei colori
di un’altra e sconosciuta intimità.
©
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