Lontano da qui
Più guardo la luna
e meno splende
che strana sensazione
il più delle volte
a tutto questo sono inerme.
Allora decido di guardarla di sfuggita
e mi sorprende sempre
quel bianco incandescente
in contrasto con il gioco dei colori della vita
sulla mia pelle scivola come unguento
la pioggia sincera ottobrina.
Alla fine di tutto questo
nei miei occhi rimangono scaglie di incertezze
ombre e polvere lunare
dentro le pupille nuvole e infinito.
Intanto il cielo disegna nuove sagome
un riflesso ambiguo davanti a me appare
sono io che guardo le mie spalle
sono io che non riconosco le mie orme.
Abbandono il mio passato
e vivo di schegge e illusioni
lontano da dove l’iride si abitua.
©
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