A modo mio (rondò)
Peppe Cassese
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Forse perché son nato di traverso
una mattina presto un po’ distratto
a modo mio con sulla lingua un verso
nel gioco degli arrivi e del contatto
con l’urlo dedicato al vecchio patto
in un crescendo a tratti foscoliano
mentre che il sangue mezzo liquefatto
pigiava a tutto andare sul volano.
A modo mio e questo non è strano
son diventato uomo inconsciamente
col sale impreziosito e catoniano
nel dare luogo e voce a cuore e mente
con la certezza vaga in me latente
di mettere a tacere quel tormento
in parte cieco e in parte deficiente
capace del più estroso imbrattamento.
A modo mio ho usato il supplemento
coniando con i piedi un artificio
legato al ben quotato sentimento
nascosto tra le pieghe di un cilicio
dove il più risoluto sacrificio
si addensa per dar vita a un cielo terso
spiegando l’ali adatte ad ogni auspicio
che farà grandi un seme e l’universo.
©
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L'autore
Peppe Cassese
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