Ineludibile Cimento - Notte dell’anima 1
Innumerevoli
ferite
fiaccavano il mio incedere
ma
a gemere di dolore
la carne
non era
e neppure sangue
quello
che da me
fuggiva via.
D’altronde
non erano gambe
quelle che
nel Sabba
desolato
dei miei funesti pensieri
avanti
mi spingevano
Giacché
nell’antro soffocante
di
quella notte nera
tutto sembrava
ma
non era.
Come
la bruciante eternità
nella quale
senza meta
m’aggiravo.
Invero
in quel fuoco
una ragione si celava.
Ad uno
ad uno
mille nodi si scioglievano
liberando
delle lacrime
il desueto corso.
Simile
ad una sorgente
che
inevitabilmente
in un fiume si trasformi
ogni lacrima
quintessenza
d’un rinato sentire
verso
la Foce lontana
mi trascinava via.
Foglia
tra
innumerevoli altre foglie
accartocciate
dal gelo di un inverno
troppo lungo
da voler ricordare.
Ed era
dolce quel pianto
come dolce
era lasciarsi portare
cullato
dal gioioso bisbiglio
di miriadi di voci senza corpo
che
come me
balbettando
raccontavano
di un ritrovato Amore.
Di
tanti cuori
un solo
dolce
e pervadente Anelito
perduto
e ritrovato
attraversando
della più oscura delle Notti
il sacro
ineludibile Cimento.
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