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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Antonietta Angela Bianco
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Sociale 1 dicembre 2021 · lettura 1 min · 1035 letture

Uomo invisibile

Antonietta Angela Bianco 976 poesie pubblicate
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Non hai una casa, un focolare, sei solo, invecchiato, dimenticato e abbandonato. Disprezzato e disperato, col tuo cartone... il tuo cane ti fa compagnia lui scodinzola con allegria. La vita è dura, malasorte, fatalità ti han fatto perdere la casa la famiglia, gli affetti I pregiudizi li allontanano, c’è dolore nel tuo cuore non c’è amore nelle aurore, solo freddo interiore. La dura vita scorre in un angolo di marciapiede, nell’indifferenza, davanti a vetrine illuminate. Un po’ di calore, una parola gentile per ricordare che sei un uomo, un fratello che cerca dignità. Dietro l’ombra del lampione piovono lieti fiori di cristallo Si accende un lume di speranza, t’inventi una tenera melodia, stride insinuante lamento, occhi lucidi incappottati. La solitudine uccide! Cerchiamo di essere migliori, noi umani. La nostra indifferenza fa male, siamo tutti solidali!
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Antonietta Angela Bianco
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La bacheca della poesia

Le sensazioni lasciate dai lettori.


Umanamente apprezzata👍 (Alessandro Sermenghi)

Cerchiamo di essere più umani, più solidali e meno (Sara Acireale)

egoisti con i nostri fratelli più sfortunati. (Sara Acireale)

Sempre bello leggerti, sereno giorno (Silvia De Angelis)

Ritrovarsi nella solidarietà Grande (Francesco Rossi)

e sensibile sf. Buona serata (Alberto De Matteis)

molto bella tornerò (Stefana Pieretti)

Commenti (3)

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Alessandro Sermenghi2 dicembre 2021

Un chiaro gesto di rifiuto dalla società...l’emarginato nella sua evidente sofferenza, mostra nel contempo di non accettare altro che la propria libertà, per possedere il mondo in maniera diversa. La poetessa dipinge la sofferenza che si ha così vivendo, in maniera umana, senza entrare nell’aspetto pratico. Troppe volte vien rifiutato il soccorso prestato, come il posto letto comunale.

Silvia De Angelis2 dicembre 2021

Grande sensibilità poetica, da parte dell’autrice, che in questa intensa lirica, si sofferma sulla dolorosa situazione di quelle persone emarginate dalla società, sofferenti in uno stato di povertà, e grande solitudine... Versi apprezzati

Alberto De Matteis3 dicembre 2021

C’è un contrasto netto, un divario pauroso tra quelle vetrine illuminate di sfarzo e lusso e quell’angolo di marciapiede dove vi è solo dolore e povertà. Quel che più rattrista è però l’indifferenza umana. La poetessa, con immagini crude e realistiche, traccia l’identikit d’una persona senza nome e senza identità. Ma possibile tutto questo in una società civile come la nostra? Purtroppo sì e dovremmo tutti vergognarci. Brava l’Autrice per la sua sensibilità avuta per un problema sempre più attuale.