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Impressioni 17 dicembre 2021 · lettura 1 min · 743 letture

Crepuscolari malinconie

Michelangelo La Rocca 413 poesie pubblicate
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Scorrono meste le ore di questi giorni di crepuscolari malinconie. Non vedo più sorgere le magiche albe, ammiro solo i tramonti quando il sole si cela nel mare o dietro i monti. Ritorneranno le albe? Riuscirò a rivederle? Ora tutto intorno è buio, in cielo non brillano le stelle. Si annuncia lunga la notte del nostro pianeta: E’ incerta la sua sorte, nessuno conosce la meta.
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L'autore
Michelangelo La Rocca

Sono nato a Raffadali (AG) il 4/5/56 e nel ‘74 ho conseguito la maturità classica presso il liceo Empedocle di Agrigento. Appena diciottenne mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo presso la quale mi sono laureato nel 1978. Ho subito vinto il concorso per Segretari Comunali ed a soli ventitrè ho iniz

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Le sensazioni lasciate dai lettori.


Molto bella e profonda. Letta e apprezzata molto (Antonietta Angela Bianco)

Molto bello leggerti, buona serata (Silvia De Angelis)

sempre! poeta! (Stefana Pieretti)

Triste ma molto bella e attuale. (Sara Acireale)

Commenti (6)

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Antonietta Angela Bianco17 dicembre 2021

Molto malinconica e altrettanto bella ed emozionante. Stiamo vivendo un periodo d’incertezza e vediamo solo i tramonti bui. Ci riesce difficile vedere le rosee albe. Incerta persino la sorte del pianeta. Ognuno di noi dovrebbe fare qualcosa nel suo piccolo, ma senza le politiche adeguate è tutto molto scoraggiante. Lirica molto intensa e sentita. Complimenti al poeta

Silvia De Angelis17 dicembre 2021

Giorni complessi per il pianeta, che non inviatano a pensieri di positività, ma ad accentuate sensazioni malinconiche, nei respiri della sera ambigua... Poesia apprezzata

Stefana Pieretti17 dicembre 2021

lirica che fa riflettere una verità che ogni giorno aumenta le nostre incertezze e non vediamo più albe nei nostri domani con colori di speranze, ci rimane ancora qualche tramonto triste e il desiderio che ritorni il sorriso del .mondo... Elogi di cuore molto apprezzata!

Sara Acireale17 dicembre 2021

Bella anche se malinconica questa poesia, è molto adatta al particolare periodo che tutti gli abitanti del pianeta stiamo vivendo. Vedremo ancora l’alba oppure questa notte oscura è destinata ad essere interminabile? È un periodo d’incertezza che non rasserena gli animi, è il secondo Natale che non è gioioso come prima della pandemia. Che fare? Intristirsi oppure rassegnarsi non va bene, bisogna sempre mantenere viva un po’ di speranza e convincersi che anche la notte più buia è destinata a finire e si... vedremo ancora l’alba anche se ancora ci sembra lontana.

A
Antonio Terracciano18 dicembre 2021

Chissà se è davvero il pianeta che soffre, che è malato, che ha perso ogni speranza ... Oppure siamo noi, la stanca umanità? Se pensiamo a come furono affrontati nel passato flagelli ben più gravi (come ad esempio la peste di Firenze, durante la quale non ci si perdeva d’animo e ci si divertiva raccontandosi sagaci storielle, come ha testimoniato il Boccaccio), viene questo dubbio. L’umanità è, per caso, alla fine della corsa, per aver finora troppo corso, e intende lasciare il suo posto ad altre specie animali?

Maria Luisa Bandiera18 dicembre 2021

Io credo che prima o poi arriveremo alla fine di questo tenebroso tunnel dove chi vince è un invisibile nemico e davvero, se l’umanità inizierà a muoversi nel rispetto di se stessa e di tutte le altre forme di vita e della nostra madre terra, ci sarà ancora speranza di vedere moltissime infinite albe. Poesia bella e molto sentita, complimenti all’autore.