Il vento dentro
Chiamando
a raccolta
le morte speranze di un’Era
tra
case in rovina
alitava
la Notte.
Come
uccelli in volo
catturati
da dense nuvole nere
mille ricordi
d’una Bellezza quasi dimenticata
laceravano
l’anima.
Da
altezze impossibili
al di là
d’ogni ragionevole confine dell’io
le mie lacrime
vedevo
precipitare sul Mondo.
Come pioggia
la terra impregnavano
gonfiando
fiumi scarlatti di passioni tradite
plumbee
cascate di mestizia
lividi
canali di rimpianto.
Verso
remoti Lidi
senza più sole e calore
oltre
ogni umana misura
tracimava la vita.
Maledetta
vita.
Pareva
il Mondo
preda
d’un dolore inestinguibile
quando
d’un tratto
in quel vento gelido
che
sul mio cuore
senza requie imperversava
d’un Amore perduto
riconobbi
il sentore.
Di lì a poco
come un Angelo
a guardia
del mio sonnambolico esperire
dal sogno al Sogno
mi
avrebbe ridestato.
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meravigliosa! (EmiliaGuerra)
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