Pegno d’amore
Acquattata
negli angoli
più oscuri
delle cose
un’empia voce
salmodiava maledizioni
per la Vita tutta.
Troppo grande
il suo livore
ambigua e penetrante
la sua lingua
per
pensare di sfuggirle.
Solo ora
però
arrivo a comprendere
che
del proprio piccolo fardello
di lacrime e tormento
ognuno
in cuor suo
avrebbe fatto meglio a non curarsi
offrendolo
come pegno d’amore
ai Sogni
immortali
che in noi si dolevano
giacché
furenti di passione
al limitare dell’Abisso
l’ultimo
decisivo assalto
si accingevano
a sferrare.
©
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