L’inquieta follia di chi amò l’Infinito

Quasi di cristallo ondeggiante
i salici del tempo
e curvano le ali di foglie
mentre d’intorno semina il vento
il respiro dei rami.
Ancora ricordo quando bambino
tracciavo sui vetri appannati
figure di barche e gabbiani
sognando di vagare per il mondo.
Ora che il mondo l’ho girato
in lungo e in largo
rimane in bocca il sapore del nulla
memorie ovattate d’oblio,
accenti riposti nell’urna del tempo.
Dolce sarebbe sognare ancora
di nuovi leggiadri inganni
di altre inesauste notti d’estate
in una eterna corsa di stagioni
e nell’inquieta voglia dei sensi.
Passata la vita mi dico.
E’ vero, ma resta una pausa di dolcezza
anche se il cuore è stanco.
Regalo così alla mia anima con amore
arcobaleni di ricordi,
ombre di fuoco ai morbidi dossi dei deserti,
le querce immense frementi al vento,
grattacieli scagliati a filo d’orizzonte,
l’inquieta follia di chi amò l’Infinito...
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
E’sempre un gran piacere leggere i tuoi versi (Silvia De Angelis)
Commenti (2)
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EmiliaGuerra9 febbraio 2022
Il poeta mette in evidenza, essendo adulto, la leggerezza dei fatti passati, sin da fanciullo che si ritrovano nelle parole che si fanno immagini nella mente di chi legge: barche e gabbiani; dolce il ricordo dei " leggiadri inganni"... nonostante tutto. Bellissima lirica . Complimenti
Silvia De Angelis9 febbraio 2022
Si muove con dolcezza, la mente, posandosi su preziose immagini del passato, che hanno forgiato la vita, rendendola un bellissimo insieme di immagini e sensazioni, che in ogni istante colorano i respiri dell’attimo... Versi belli


